L’ansia è uno stato emotivo molto diffuso tra le persone. Non sempre è negativa, è Di per sé  un’emozione funzionale alla sopravvivenza:  aiuta a mantenere la soglia dell’attenzione più alta e una maggior concentrazione per affrontare situazioni difficili.

Tutti possono sperimentarla in alcuni frangenti della loro vita ma diventa disfunzionale se è eccessiva e limitante rispetto ad azioni quotidiane come parlare con altre persone , sostenere un esame, prendere un mezzo di trasporto o situazioni di responsabilità lavorative o  di salute.

 

Quali sono i sintomi?

L’ansia si fa sentire anche nel corpo con

tachicardia,

dolore al torace,

sensazione di non respirare,

tensione muscolare,

tremore corporeo,

eccessiva sudorazione,

nausea

Può dare la sensazione di vivere quell’esperienza con distacco, come se fosse irreale o si stesse guardando una scena da lontano. Fa sentire irrequieti con “i nervi a fior di pelle”. Nel tempo provoca stanchezza e difficoltà a concentrarsi o addirittura vuoti di memoria. Può disturbare anche il sonno , ad esempio con difficoltà ad addormentarsi.

A livello cognitivo, l’ansia porta a pensare ripetutamente a quella condizione che crea disagio, perché si ha la sensazione, seppur illusoria, di poterla controllare ma il risultato è che questi pensieri rischiano di diventare intrusivi e difficilmente accantonabili generando malessere.

 

Che cosa è possibile fare?

Ci sono diversi modi per provare a star meglio, uno di questi è l’attività sportiva, perché lo sforzo fisico permette il rilascio di endorfine,  generando una condizione di benessere che riduce lo stress.

Un’altra possibilità è quella delle tecniche di rilassamento come la mindfulness o discipline come lo yoga.

Nei casi in cui l’ansia diventasse eccessiva e durasse nel tempo,  potrebbe essere il caso di intraprendere un percorso di psicoterapia, che aiuti a comprenderne i motivi e dia la possibilità di superare il disagio. Altra opzione è la terapia farmacologica, che potrebbe accompagnare il percorso psicologico.